Resoconto
Durante la seconda settimana ho appreso la forma Taichi 13. Come forse ricorderete, il corso per questa forma è iniziato con la prima settimana, ma i primi giorni sono stati dedicati ai movimenti di base; questi compongono la maggior parte delle forme Taichi (inclusa pertanto la 13), almeno per quanto concerne quelle della corrente (o setta o scuola che dir si voglia) Sanfeng (quella della scuola dove sto, in futuro spiegherò più in dettaglio in merito).Ho anche cominciato ad alzarmi alle 5 e mezza del mattino per fare qualche esercizio di potenziamento (dalle 6 alle 7), ed il primo giorno che ho fatto ciò ho avuto una specie di “rito di iniziazione”, del quale scrivo sotto.
Forse avrete notato il (+3 giorni) nel titolo. Essendo arrivato qui martedì sera di tre settimane fa, ed avendo cominciato ad allenarmi il venerdì seguente (come forse ricorderete, alla scuola qui mercoledì pomeriggio e giovedì intera giornata non ci sono classi), finora ho contato le settimane in un ciclo venerdì-giovedì, anche perché il giovedì è l’unico giorno che ho tempo per mettermi al computer a scrivere.
Tuttavia, questo risulta confusionario per chi legge il blog, anche perché le forme le studio alla settimana (dal lunedì alla domenica); pertanto ho deciso di aggiungere tre giorni alla seconda settimana (facendola andare dal venerdì alla domenica della settimana seguente), riportandomi in pari con le giornate. Ciò mi consente anche di scrivere in merito al corso Taichi 13 in un’unico post, in quanto l’ho terminato questa settimana.
Il tempo è stato principalmente sereno e caldo l’intera settimana, sembra che sia arrivata l’estate. Verso il fine settimana, proprio quando il cibo qui mi stava venendo a noia, ho cominciato a notare miglioramenti sotto questo aspetto. Finalmente cominciano a vedersi dei pasti decenti, e spero vivamente che questo trend continui.
Il “rito di iniziazione”
Venerdì mi sono alzato alle 5:30, ho fatto una leggera colazione e sono sceso ad esercitare i calci col mio compagno di stanza (che lo faceva già da prima tutte le mattine). Non che fossimo gli unici: ogni mattina ci sono una decina di persone che si alzano presto per fare dello stretching, praticare le forme o semplicemente farsi quattro passi. Specie di recente, che durante il giorno è troppo caldo per fare alcunché.Chiacchierando col mio compagno di stanza, gli ho chiesto puramente a caso quanto pensava ci volesse per arrivare in cima alla collina di fronte alla scuola, e lui ha ipotizzato un quarto d’ora-venti minuti. Finiti i calci ho fatto qualche giro di corsa, in attesa che arrivassero altri due studenti che avevo sentito dire corressero tutte le mattine. Arrivati, gli ho chiesto se potevo unirmi a loro, ed hanno accettato.
Lasciata la scuola di buon passo abbiamo aggirato la collina di fronte alla scuola. Li ho sentiti dire qualcosa come “proviamo un nuovo percorso oggi”, ma non ci ho dato troppo pensiero. Stupidamente. Abbiamo cominciato inerpicandoci sopra l’ingresso della galleria del treno sulla collina dopo quella aggirata correndo, mantenendo un passo leggermente veloce, per quanto concesso dal terreno particolarmente ripido.
La collina oltre questa.
Raggiunta la cima, abbiamo cominciato ad attraversare la collina lateralmente, ma verso metà ci siamo imbattuti in un cespuglio di spine (oltre alle numerose piante singole incontrate strada facendo ovviamente) talmente vasto che ci ha costretti a tornare indietro.
Nuovamente sullo stretto percorso costellato da piante spinose, per poi fermarci a fare delle flessioni su un gruppo di rocce (perché no?=.=), e poi ridiscendere dall’altro lato della collina, più avanti del punto dal quale eravamo saliti inizialmente. Io ero ovviamente tutto sudato e dolorante, ed ho semplicemente supposto ci stessimo dirigendo verso la scuola. No, loro decidono di scalare la collina di fronte alla scuola, dal lato opposto ovviamente, passando attraverso campi coltivati e quant’altro.
Finalmente in cima, mi dicono di “godermi la vista”..e l’avrei anche fatto, se non fossi stato interamente intento a riprendere il fiato. Poi siamo finalmente ridiscesi verso la scuola, attraverso la fitta vegetazione che copre quel versante, ed una volta arrivati li ho seguiti al palo a fare ulteriore allenamento.
Come lunghezza non è stato troppo, probabilmente sui 4 chilometri, ma ci ha preso circa quaranta minuti, e tornato alla scuola avevo le mani ed i vestiti tutti tagliati.
Nonostante ciò, mi sono sentito felice. Ho cominciato a capire cosa significhi essere qui per loro, e come una volta abituatisi all’allenamento giornaliero siano in molti a cercare ulteriori prove.
Dopo quella mattina ho deciso di prendermela con calma e fare solo qualche esercizio di potenziamento da solo, ma dentro di me so che un giorno mi unirò nuovamente a loro.
Il Qi Gong è praticato principalmente con l’intento di percepire e coltivare l’energia (il Qi) del corpo. Una delle forme praticate ed insegnate qui in Wudang è quella dei cinque animali (tartaruga, gru, serpente, tigre e drago), con movimenti che vogliono imitare quelli di queste creature, e principalmente indirizzati alla cura del corpo (si dice che ciascuna forma agisca su organi differenti). Il Qi Gong non è usato in combattimento.
Il Taichi è un’arte marziale.
Di recente ci sono state molte discussioni in merito, in quanto un cinese ha deciso di offrire un bel gruzzolo ad un combattente MMA perché questo tenesse un combattimento serio contro un maestro di Taichi, al fine di dimostrare che il Taichi è un’arte marziale “al passo coi tempi”. Sorpresa, si è dimostrato un brexit. Il maestro di Taichi è durato pochi secondi, e questo ha portato molti ad asserire che il Taichi non sia un’arte marziale.
La verità è che tutti i movimenti nelle forme Taichi possono essere usati in combattimento, e ciò lo rende un’arte marziale. E’ praticata lentamente in quanto è anche (principalmente) usata con lo scopo di preservare la salute, un po’ alla yoga se vogliamo. Provare per credere: fate una flessione sulle ginocchia prima velocemente, e poi un’altra più lentamente. Scoprirete che quella lenta è più difficile. Il Taichi si basa su questo principio: muovendosi lentamente si allena meglio il corpo, inclusi gli innumerevoli muscoletti che nel quotidiano non vengono usati molto.
Ma c’è dell’altro. Una ulteriore ragione per la quale il Taichi viene praticato lentamente è la ricerca del 丹田 dantian, il centro di gravità del corpo, che si dice sia anche il punto d’origine del Qi.
Insomma, il Taichi è un’arte marziale (lo so, non mi stanco mai di ripeterlo) nella sua concezione, solo non è solitamente praticata in quanto tale (almeno, non alla mia scuola). Uno potrebbe usare gli stessi movimenti rapidamente in combattimenti reali, ma non è la miglior arte marziale da usare a tal fine. Come mai? Semplicemente perché non importa davvero che i movimenti siano salutari ed al contempo esteticamente appetibili, quando tutto ciò che si vuole è sconfiggere l’avversario.
Anche per questi motivi, l’idea di fare combattere un “maestro di Taichi” contro un combattente MMA non è proprio geniale. Questi ultimi sono allenati per atterrare e sopraffare l’avversario quanto prima, non ci sono né “salute” né “estetica” che tengano.
Poi come sempre, dipende da chi combatte chi.
In una situazione più “normale”, invece? Dato che nella vita reale non ci si trova di fronte avversari di livello MMA (e casomai fosse, la miglior soluzione è sempre darsela a gambe levate), in un “comune” (passatemelo) combattimento da strada, quale sarebbe meglio? Entrambe sarebbero ovviamente ottime scelte, ma io sceglierei il Taichi, in quanto ci si può permettere “movimenti fighi” (esteticamente appetibili) contro avversari non particolarmente allenati. Poi dipende anche da quello che uno cerca da uno sport: se volete qualcosa che vi aiuti a prendervi cura del vostro corpo, il Taichi è di gran lunga superiore.
Nuovamente sullo stretto percorso costellato da piante spinose, per poi fermarci a fare delle flessioni su un gruppo di rocce (perché no?=.=), e poi ridiscendere dall’altro lato della collina, più avanti del punto dal quale eravamo saliti inizialmente. Io ero ovviamente tutto sudato e dolorante, ed ho semplicemente supposto ci stessimo dirigendo verso la scuola. No, loro decidono di scalare la collina di fronte alla scuola, dal lato opposto ovviamente, passando attraverso campi coltivati e quant’altro.
Finalmente in cima, mi dicono di “godermi la vista”..e l’avrei anche fatto, se non fossi stato interamente intento a riprendere il fiato. Poi siamo finalmente ridiscesi verso la scuola, attraverso la fitta vegetazione che copre quel versante, ed una volta arrivati li ho seguiti al palo a fare ulteriore allenamento.
Come lunghezza non è stato troppo, probabilmente sui 4 chilometri, ma ci ha preso circa quaranta minuti, e tornato alla scuola avevo le mani ed i vestiti tutti tagliati.
Nonostante ciò, mi sono sentito felice. Ho cominciato a capire cosa significhi essere qui per loro, e come una volta abituatisi all’allenamento giornaliero siano in molti a cercare ulteriori prove.
Dopo quella mattina ho deciso di prendermela con calma e fare solo qualche esercizio di potenziamento da solo, ma dentro di me so che un giorno mi unirò nuovamente a loro.
Taichi, Kung fu e Qi Gong
E’ probabilmente ora che spieghi almeno un poco la differenza tra queste tre pratiche. In tutta sincerità ho preferito aspettare in quanto non avevo nemmeno io una chiara idea in merito, e tuttora sento d’aver appena scalfito la superficie. Quanto segue è quindi da considerarsi una mia opinione basata sulle conoscenze che possiedo al momento.Il Qi Gong è praticato principalmente con l’intento di percepire e coltivare l’energia (il Qi) del corpo. Una delle forme praticate ed insegnate qui in Wudang è quella dei cinque animali (tartaruga, gru, serpente, tigre e drago), con movimenti che vogliono imitare quelli di queste creature, e principalmente indirizzati alla cura del corpo (si dice che ciascuna forma agisca su organi differenti). Il Qi Gong non è usato in combattimento.
Il Taichi è un’arte marziale.
Di recente ci sono state molte discussioni in merito, in quanto un cinese ha deciso di offrire un bel gruzzolo ad un combattente MMA perché questo tenesse un combattimento serio contro un maestro di Taichi, al fine di dimostrare che il Taichi è un’arte marziale “al passo coi tempi”. Sorpresa, si è dimostrato un brexit. Il maestro di Taichi è durato pochi secondi, e questo ha portato molti ad asserire che il Taichi non sia un’arte marziale.
La verità è che tutti i movimenti nelle forme Taichi possono essere usati in combattimento, e ciò lo rende un’arte marziale. E’ praticata lentamente in quanto è anche (principalmente) usata con lo scopo di preservare la salute, un po’ alla yoga se vogliamo. Provare per credere: fate una flessione sulle ginocchia prima velocemente, e poi un’altra più lentamente. Scoprirete che quella lenta è più difficile. Il Taichi si basa su questo principio: muovendosi lentamente si allena meglio il corpo, inclusi gli innumerevoli muscoletti che nel quotidiano non vengono usati molto.
Ma c’è dell’altro. Una ulteriore ragione per la quale il Taichi viene praticato lentamente è la ricerca del 丹田 dantian, il centro di gravità del corpo, che si dice sia anche il punto d’origine del Qi.
Insomma, il Taichi è un’arte marziale (lo so, non mi stanco mai di ripeterlo) nella sua concezione, solo non è solitamente praticata in quanto tale (almeno, non alla mia scuola). Uno potrebbe usare gli stessi movimenti rapidamente in combattimenti reali, ma non è la miglior arte marziale da usare a tal fine. Come mai? Semplicemente perché non importa davvero che i movimenti siano salutari ed al contempo esteticamente appetibili, quando tutto ciò che si vuole è sconfiggere l’avversario.
Anche per questi motivi, l’idea di fare combattere un “maestro di Taichi” contro un combattente MMA non è proprio geniale. Questi ultimi sono allenati per atterrare e sopraffare l’avversario quanto prima, non ci sono né “salute” né “estetica” che tengano.
Poi come sempre, dipende da chi combatte chi.
In una situazione più “normale”, invece? Dato che nella vita reale non ci si trova di fronte avversari di livello MMA (e casomai fosse, la miglior soluzione è sempre darsela a gambe levate), in un “comune” (passatemelo) combattimento da strada, quale sarebbe meglio? Entrambe sarebbero ovviamente ottime scelte, ma io sceglierei il Taichi, in quanto ci si può permettere “movimenti fighi” (esteticamente appetibili) contro avversari non particolarmente allenati. Poi dipende anche da quello che uno cerca da uno sport: se volete qualcosa che vi aiuti a prendervi cura del vostro corpo, il Taichi è di gran lunga superiore.
Non che manchino alternative.
Infine c’è il Kung fu, che è una “normale” arte marziale, in quanto presenta movimenti rapidi e potenti. Alcune scuole non fanno differenza tra Taichi e Kung fu, ma la mia considera queste separatamente.
La forma Taichi 13
L’unica forma che ho appreso a questo punto è questa. Per la verità conoscevo già in precedenza la forma 13 di un’altra scuola, ma questa Sanfeng appena appresa è di gran lunga più lunga. Devo dire che è estremamente piacevole da praticare. Ci sono svariati movimenti che si combinano tutti in un cerchio, questo a simbolo del Qi che scorre nel corpo.Un giorno, durante l’allenamento, l’assistente insegnante mi è venuta appresso e mi ha detto “E’ Taichi questo!” (anche perché se anche avesse voluto dirmi altro, la mia attuale abilità con la lingua non m’avrebbe permesso di comprenderlo). Pero’ sono bastate queste tre parole per farmi capire dove stavo sbagliando: sino a quel momento avevo semplicemente praticato la forma, senza concentrarmi e capirne il significato. Come un altro studente m’ha poi detto più tardi, lo scopo del Taichi è quello di avvertire il proprio Qi nel corpo, durante tutta la forma che si sta praticando. Da quel momento ho provato a concentrarmi più su questo aspetto e devo dire che riesco ad avvertire qualcosa.
Al momento alcuni movimenti mi paiono ancora poco naturali, ma altri studenti m’hanno confermato che è questione d’abitudine.
Non perdetevi la prossima settimana, nella quale comincio a studiare una forma di Kung fu!


Guarda, ti dirò che il fatto che un lottatore di MMA ovvero "arti marziali miste" vivesse fosse abbastanza ovvio, proprio perché questa pratica mira nel prendere le qualità migliori delle diverse arti marziali per combinarle e creare una unica e maggiore efficacia, infatti non metto in dubbio che ci siano forme di MMA che usino persino elementi di Taichi, di conseguenza, nonostante lo scopo differente, sembra palese la superiorità.
ReplyDeleteMatteo Ballerini.