Resoconto
Avendo terminato il corso di Taichi 13 con la seconda settimana, dalla terza mi sono unito (nuovamente, poiché già mi ero allenato con loro i primi tre giorni seguenti il mio arrivo qui) al gruppo comune con gli altri studenti, e m’è stata assegnata una nuova forma, la 伏虎拳 fuhuquan, “tigre”, da apprendere.
La forma FuHuQuan
Dopo due settimane di Taichi, tornare nel gruppo normale è risultato pesante. Non aiuta il fatto che il ginocchio destro mi faccia male da settimane (non ci avevo fatto molto caso durante il corso di Taichi, per via appunto dei movimenti lenti), costringendomi ad evitare tutti i calci e gli esercizi che prevedano l’allungare la gamba destra. Per alcuni movimenti risulta più problematico, ma è comunque fattibile.
Pur in queste condizioni sto imparando la forma della tigre, che è rapida (specie se paragonata al Taichi 13) e potente. Si suda parecchio, ma è una bella forma.
Questa settimana ci sono state svariate novità.
Applicazione per il visto e foto tessera
Lunedì io ed altri studenti ci siamo recati alla stazione della polizia locale per richiedere l’estensione del nostro visto. Nonostante fossimo andati lì sul presto, ci è stato chiesto di tornare il giorno dopo in quanto stavano seguendo un caso di spaccio di droga. Tornati il giorno seguente (martedì), ci hanno finalmente permesso di fare la richiesta.Per qualche strano motivo però, non ci hanno voluto far fare le foto tessere direttamente lì in stazione (nonostante potessimo chiaramente vedere altri cinesi farsele fare, peraltro praticamente di fronte a noi..), quindi siamo andati in città.
Ho fatto la foto tessera innumerevoli volte in passato, sempre ad una cabina. Non avrei mai immaginato che non ci fosse nessuna cabina per foto tessere in paese, e che pertanto dovessimo recarci da un fotografo. E’ stata un’esperienza molto interessante: ci siamo seduti su una sedia per 10 secondi, giusto il tempo che la signora del negozio ci facesse due foto, per poi importarle nel computer, photoshopparci in tempo reale (ora so cosa ritoccare sulla mia faccia lol), allinearle, stamparle, asciugarle col phon. E’ stato davvero come guardare la personificazione di una cabina da foto tessera lavorare..in tempo reale.
Le foto di Shishu
Shishu 师叔, “zio insegnante”, come chiamiamo il nostro coach attuale - che è poi anche il principale qui - è il titolo dato a chiunque abbia lo stesso livello del maestro della scuola. E’ un uomo magro, ma molto forte. Il mio compagno di stanza mi raccontava come un giorno, mostrando agli studenti un movimento (un pugno), il braccialetto che portava al polso gli è esploso.Comunque, martedì sera ci aspettavamo tutti d’avere un allenamento duro, in quanto è l’ultimo allenamento serale prima del “weekend”. Forse per il fatto che alcuni studenti nuovi (me incluso) si erano appena uniti al gruppo, siamo stati fortunati ed abbiamo invece praticato le forme di base. Dopo l’allenamento, io ed alcuni altri studenti stranieri siamo stati chiamati da Shishu, e per un po’ ho pensato ci volesse dare altri esercizi da fare.
Non avrei mai potuto immaginare quello che sarebbe successo da lì a breve.
Shishu chiama un cinese, gli da il suo telefono e lo fa attendere di fronte a noi.
Quindi comincia a posizionarci: si aggira tra noi, sposta qualcuno di poco, si ferma a pensare, sposta ancora. Una volta soddisfatto del nostro posizionamento, passa al darci una posa ciascuno. Pensa e prova tre pose per ognuno di noi, e ci fa copiare finché non sente che è quella buona. Ci sposta le mani ed addirittura le dita, manco fossimo marionette.
Dopo venti e passa minuti, finalmente cominciamo a farci fare le foto, che vengono fuori discretamente.
Una delle foto sopracitate
L’unico rimorso che ho è il non aver chiesto al tizio cinese, che è stato in piedi fermo di fronte a noi tutto il tempo, di fare un video del “dietro le quinte”, perché è stata davvero un’esperienza indimenticabile.
Se vi siete mai chiesti cosa facciano i maestri di Kung fu dopo che hanno, beh, perfezionato quest’arte, la fotografia sembra essere uno degli hobby più gettonati. Magari in futuro scriverò più in dettaglio in merito.
Alcuni tentativi con al medicina cinese
In apertura ho scritto di come mi faccia male il ginocchio destro. Durante il mio tempo qui ho avuto modo di provare alcune soluzioni.Il tutto è cominciato quando un signore cinese di mezza età della mia classe ha notato che mi faceva male il ginocchio. Mi ha invitato nella sua stanza, dove mi ha spruzzato della medicina liquida che ha chiamato 药酒 yaojiu. Ho notato presto che non ero l’unico ad andare nella sua stanza per quel motivo: anche altri studenti cinesi, con dolori a differenti parti del corpo, andavano a farsi spruzzare. E’ stato solo quando gli ho chiesto dove si potesse comprare che ne ho compreso la ragione: la medicina non è venduta, la fa lui. Comunque non è sembrata essere particolarmente efficace, così ho deciso di chiedere ad un altro studente qui, un agopunturista straniero, il quale mi ha raccomandato di provare con la moxa. Ho comprato una scatola di questi bastoncini simili a sigari, ed ho provato ad usarla sul ginocchio e sulla gamba. Niente di complicato: si accende un’estremità e la si tiene vicino alla pelle in specifici punti, finché questa non diventa rossa, per circa 10 minuti.
Il primo giorno è sembrato funzionasse, ma i giorni seguenti l’effetto sembrava essere svanito.
Nell’aggiornamento della quarta settimana parlerò dell’agopuntura e degli altri rimedi che ho provato.

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